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Progetto Gemma

Adozione prenatale a distanza -
Sostieni una mamma in difficoltà e salvi il suo bambino.

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Si tratta di una adozione prenatale a distanza grazie alla quale il contributo che l’adottante (un singolo o un gruppo) versa ogni mese (160 euro) per 18 mesi viene interamente dato ad una mamma in attesa ed in difficoltà per cause economiche.
Non è una grande cifra ma è soprattutto il segno della solidarietà e della “compagnia” che viene offerta a quella donna.

 

Progetto Gemma nasce dall’incontro tra l’esperienza dei Centri e Servizi di aiuto alla vita con l’esperienza delle adozioni a distanza.

I Centri e Servizi di aiuto alla vita (Cav e Sav) sono sorti a partire dal 1975 per dare attuazione ad un pensiero fondamentale: “le difficoltà della vita non si superano sopprimendo la vita, ma superando insieme le difficoltà”. I Cav e i Sav non si pongono “contro” la madre ma “accanto” alla madre. Condividendone le difficoltà di ogni tipo essi difendono il diritto del bambino non ancora nato.

Le adozioni a distanza costituiscono un’esperienza molteplice che fornisce un aiuto economico periodico ai poveri di Paesi lontani, per lo più bambini abbandonati dai genitori (si pensi ai “meninos” e alle “meninas de rua” del Brasile) o che comunque devono essere assistiti a causa delle difficili condizioni delle loro famiglie.

Ci sono tanti bambini a rischio di abbandono ancora prima della nascita nella nostra Italia, nella nostra regione, nella nostra città. Per molti tra loro tale estremo rischio è causato dalla povertà della madre. Le ricerche effettuate a campione dicono che il 40 o il 50% delle donne chiedono l’interruzione volontaria della gravidanza perché si trovano in difficoltà economiche.

Specie in uno Stato che pretende di essere sociale è sommamente ingiusto che questo avvenga. Non possiamo attendere che le istituzioni si muovano. Subito tutte le persone di buona volontà possono fare qualcosa. Forse basta poco per salvare una vita umana.

Ecco Progetto Gemma: un’adozione a distanza ravvicinata. “Adotta una mamma, salva il suo bambino”.

La difficoltà è che in termini monetari, il bisogno di una persona in Italia è molto più grande del bisogno di un bambino del Terzo Mondo. Perciò non sono tanti quelli che possono permettersi il mantenimento completo di un bambino per decenni. Per consentire una partecipazione significativa al Progetto bisogna perciò proporre un contributo economico mensile limitato per quantità e durata: 160 euro per 18 mesi. L’onere per gli adottanti non è leggero, ma è sostenibile rinunciando a poche cose superflue.

I vantaggi, invece, sono notevoli. In primo luogo gli ”adottanti” sanno di aver salvato davvero una vita umana. In secondo luogo il tempo di 18 mesi è quello in cui nessuno pensa a quel bambino e a quella madre. Dopo, accanto all’ordinaria solidarietà del Cav e Sav, sarà più facile trovare quella di altre istituzioni pubbliche o private. Infine l’esperienza dimostra che, sebbene la somma erogata non elimini i problemi economici della madre, tuttavia l’impegno preciso e durevole nel tempo che il “Progetto” assicura costituisce una “carezza economica”, che rompe la solitudine, stimola altre solidarietà, riapre la porta al coraggio.

L’idea di “adozione” fa pensare a un rapporto familiare. E’ giusto, perciò, presentare questa iniziativa alle famiglie sia già esistenti, sia in formazione. Ma anche un gruppo può divenire “adottante”. Sarebbe quanto mai bello se ogni cellula della comunità cristiana si facesse carico di sottrarre alla morte un bambino. Ma il desiderio di realizzare una paternità e maternità spirituali può essere condivisa anche da altri gruppi, scuole, uffici, clienti di un negozio.

L’iniziativa presenta il vantaggio di grande flessibilità. La somma di un “Progetto” può essere versata mese per mese o tutta insieme. Un “Progetto” offerto a metà, può essere unito ad un altro anch’esso parziale. Niente impedisce l’“adozione” anche a persone singole per sentirsi parte del “popolo della vita”, per ricordare una persona cara, per festeggiare un evento.


Testo tratto da: "Progetto Gemma" del MPV Italiano